Da anni abbiamo ridotto in famiglia il consumo di proteine animali in generale, soprattutto della carne.
Se dobbiamo acquistare comunque carne, pesce o latticini, controlliamo che siano ruspanti o biologici, così come per il pesce non da allevamento intensivo soprattutto estero.
Il mio obiettivo è, nella vecchiaia avanzata, ridurre o addirittura togliere fonti di proteine animali.
Il punto a favore del vegetarianesimo, unito ai benefici sul sistema cardiocircolatorio, è quello sulla sostenibilità ambientale: sul medio-lungo periodo l’industria dell’allevamento e dei mangimi produrrà tanti e tali danni a livello ambientale che non sarà più possibile per noi occidentali mangiare carne con la frequenza con cui lo facciamo ora, e preservare contemporaneamente le pianure e foreste.
Bisogna ridurre il consumo di carne , pesce, ecc…subito, e tutti.
Oltre a consumare tantissima verdura, ci sono alcuni alimenti proteici e vagamente alternativi :
-Tofu e Seitan
-bulgur di soia
-mix di cereali e legumi
-pasta di legumi
Anche i discount sono una fonte di questi prodotti.
ANDARE FUORI A CENA
Esistono tantissimi piatti della tradizione mediterranea che sono naturalmente vegetariani e che se cucinati bene, sono buonissimi senza bisogno di fare incroci incestuosi: la ratatouille, la peperonata, tantissime torte salate, potenzialmente infiniti risotti/pastasciutte/zuppe/insalate.
Mangiare una bistecca in meno può davvero salvare il pianeta
Ridurre il nostro consumo di carne è l'atto che avrebbe in assoluto l'impatto positivo più grande su clima e ambiente. La scienza e i numeri ormai parlano molto chiaro.
Si parla tanto di plastica (e ben venga), ma che ci piaccia o meno la questione della carne è enormemente più rilevante su tutti i fronti: emissioni inquinanti, consumo di acqua e di suolo (quindi deforestazione).
E questo solo se parliamo di ambiente e clima. Se tiriamo in ballo salute ed etica, la necessità di produrre enormi quantitativi di carne velocemente e a basso costo è la principale responsabile delle cosiddette «antibiotico-resistenze», ovvero della creazione di batteri resistenti agli antibiotici che oggi, solo in Italia, uccidono 10 mila persone l’anno (proprio perché gli animali sono allevati in cattive condizioni necessitano di tanti antibiotici).
Tutto questo, per produrre quantità di carne che superano di gran lunga il nostro fabbisogno proteico.
TANTISSIME RISORSE PER POCHE CALORIE
Tanto per cominciare, l’agricoltura necessaria alla produzione del cibo per animali da macello (principalmente soia) è responsabile della sparizione del 91% della foresta dell’Amazzonia. La cosa riguarda da vicino anche noi e la carne prodotta nel nostro Paese: ogni anno, infatti, l’Italia importa circa 1,3 milioni di tonnellate di soia, la metà delle quali dal Brasile, proprio per dar da mangiare agli animali.
La carne e i latticini ci offrono infatti solo il 18% delle calorie e utilizzano in compenso l'83% di terreni agricoli, producendo il 60% delle emissioni di gas serra dell'agricoltura, più di tutti i trasporti, comprese navi, Tir, ecc….
L’aumento della temperatura causato dal consumo di carne sta portando all’estinzione di milioni di specie di animali, alla sparizione di specie vegetali utili (vigne, caffè, cacao e molte altre), alla sparizione di insetti impollinatori come le api.
La produzione di un hamburger equivale al consumo di 3.000 litri d’acqua, come 2 mesi di docce e i dati della Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition confermano che per ottenere un chilogrammo di carne bovina si consumano 19.525 litri di acqua, mentre per un chilogrammo di ortaggi di stagione ne bastano 335 litri.
Ciò significa che seguire un’alimentazione che fa bene alla salute porta anche benefici all’ambiente e viceversa.
Nella doppia piramide si vede ad esempio come legumi e frutta secca, alimenti che ci fanno bene (e che offrono anche proteine non-animali) abbiano un impatto sull'ambiente infinitamente minore di carne e pesce .
Certe realtà sono difficili da accettare, perché il loro impatto emotivo è forte e sembrano imporci cambiamenti di vita radicali.
Il primo segreto, quindi, è non esagerare ed essere realisti.
Il punto è essere onesti con sé stessi e non imporsi eccessi radicali che non riusciremmo a mantenere.
Al di là della carne, se siete ad esempio dei consumatori avidi di frutta tropicale (vedi l'"avocado-mania"), che arriva fin qui con dei voli aerei, potreste considerare di tenervela come "regalo" una tantum.
Il secondo segreto, infatti, è cercare di ricordarsi dei vostri figli e delle generazioni future.
QUINDI, COME FARE ?
Scegliere la Dieta Mediterranea, varia verdure e legumi e fermati a 500 grammi di carne (bianca possibilmente!!!) alla settimana (salumi compresi!!!!) e chiedi al tuo macellaio carne allevata nel rispetto del benessere degli animali e dell’ambiente. Concediti una “gita” in fattoria: sarà utile per conoscere produttori locali e sperimentare l’acquisto diretto.
Se la domanda dei consumatori si concentra sulle stesse tipologie, solo una produzione di tipo intensivo potrà accontentarli.
Dall’avvento dell’agricoltura – circa 12 mila anni fa – gli esseri umani hanno distrutto l’83% di tutti i mammiferi selvatici e la metà delle piante . Un disastro alimentato dalle fabbriche di carne che usano solo razze selezionate per l’allevamento intensivo. Il settore zootecnico è il principale responsabile della perdita complessiva di biodiversità sul nostro pianeta: un quarto delle razze animali sopravvissute rischia di estinguersi nei prossimi anni.
Variare la scelta significa allentare la pressione su alcune specie. E poi non esistono solo cosce o petti! Se tutti scegliamo un solo taglio causiamo un forte spreco e la conseguente richiesta di nuovi animali.
Il consumo elevato di carni rosse e conservate, insieme a quello di grassi saturi, zuccheri, sale e in generale di cibo-spazzatura (ovvero ultra-processato) è associato a malattie cardiache, diabete, alti livelli di colesterolo nel sangue e alcune forme di cancro.
Se non vi basta aggiungiamo che il 70% degli antibiotici prodotti a livello mondiale sono utilizzati per il bestiame, un abuso che ne riduce l’efficacia nel curare le malattie umane.
GLI ANIMALI SONO ESSERI SENZIENTI E MERITANO RISPETTO
Gli animali allevati nelle fabbriche di carne sono esseri senzienti ridotti a ingranaggi di un macchinario, materie prime per essere trasformate e vendute a poco prezzo. Di conseguenza gli animali vivono la loro breve e dolorosa vita confinati in gabbie strette, spesso sono legati e sottoposti a mutilazioni: si tagliano i becchi, la coda e le ali, si procede alla castrazione senza l’uso di anestesia, le corna sono disincarnate a 5-6 settimane di età in modo da non ferirsi a causa dello stress e delle tensioni di uno stile di vita innaturale. Nell’allevamento intensivo, gli animali raramente pascolano all’aperto e quando lo fanno, sono disponibili solo piccoli recinti. Per non parlare dell’alimentazione, innaturale, che causa gravi problemi di salute.
Infine, il trasporto al macello comporta di solito molte ore di viaggio in condizioni che generano grandi sofferenze, stress e paura.
Metti il benessere animale al primo posto. Per farlo, affidati a consorzi, associazioni o aziende che adottano disciplinari rigorosi sull’alimentazione e il benessere degli animali. Informati e chiedi!!!!
Rifiuta carne proveniente da allevamenti che non rispettano gli animali. Leggi bene le etichette che possono fornire informazioni utili, sul tipo di carne che stai mangiando.
Diffida di prezzi troppo bassi, perché spesso sono indice di una pessima qualità dell’alimentazione somministrata agli animali, di sfruttamento, di costi nascosti che ricadono sull’ambiente o ancora delle pessime condizioni lavorative applicate negli allevamenti e nei macelli industriali.
Questo vale anche per i latticini provenienti da industrie di allevamento intensivo.
Preferite formaggi di malga e di alta montagna, altrimenti l’alternativa è passare al vegetale.
Il modo di ridurre le emissioni è quello di ridurre il consumo di carne bovina, e passare ad altri alimenti ricchi di proteine. Produrre il manzo provoca emissioni di gas a effetto serra per chilo di proteine circa 40 volte più alte rispetto ai fagioli, e 10 volte superiori rispetto alla carne di pollo. Oggi, gli Stati Uniti e l’Unione europea hanno il più alto consumo di carne pro capite nel mondo e continua ad aumentare.
Quanto più a lungo queste tendenze andranno avanti, più difficile sarà raggiungere l’obiettivo climatico.
Nadia & Rhuta

