L'allergia alimentare

L'allergia alimentare

27 febbraio 2020

Con questo articolo, parlerò in modo generico di alcune allergie a cui tutti, più o meno, nella vita ci incappiamo.
Personalmente io sono allergica al nichel da contatto, ma ci sono alcuni alimenti che, se li mangio combinati o in grandi quantità, mi fanno venire disturbi digestivi tosti, l'ho scoperto tre anni fa e ho dovuto solamente attuare piccole "accortezze" per stare meglio.
Mi colpisce anche la mano destra, la pelle diventa rossa piena di croste e ,se mi gratto...peggioro quindi ho sempre delle creme apposite date dal dermatologo.

Certo, ogni tanto arrivano questi disturbi, ma con decisamente minore frequenza, ma non mi spaventano più come prima.

Io ho fatto semplicemente degli esami del sangue specifici e il patch test.

Informatevi sempre dal vostro medico, fate i test se avete qualche dubbio, questo articolo è puramente informativo e non sostituisce le figure mediche :)

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PRIMA DI TUTTO, A COSA SEI ALLERGICO?

L’allergia alimentare è   una reazione anomala del sistema immunitario, all’ingestione di un determinato alimento che viene riconosciuto come nocivo.

In caso di allergia diagnosticata attraverso specifici test, è indispensabile evitare accuratamente l’alimento o gli alimenti in questione, perché anche una minuscola quantità della sostanza responsabile è in grado di provocare sintomi e manifestazioni.

Le allergie alimentari possono riguardare diversi alimenti, ma tra le più frequenti troviamo l’allergia al pesce, all’uovo di gallina, al pomodoro, ma anche al sedano.

Una sostanza di cui si parla spesso inoltre è il nichel, un metallo pesante che si trova in diversi oggetti, ma anche alimenti.

In caso di allergie alimentari al nichel quindi, cosa evitare?

Bisogna prestare attenzione agli alimenti contenuti in scatolette di alluminio e lattine, ma anche alla cottura in pentole di alluminio e in padelle di teflon.

In genere si consiglia di sostituire il più possibile le pentole e le teglie con alternative in vetro pirex, ceramica, coccio. Se l’allergia al nichel non è soltanto alimentare, ma anche da contatto, occorre prestare attenzione a gioielli, ma anche a bottoni e cerniere di abiti, scarpe e accessori, che potrebbero contenere questo metallo.

E’ indispensabile valutare con il proprio medico la dieta da seguire, ma un’indicazione di massima sugli alimenti che contengono in misura maggiore questo metallo può essere utile .e tra questi troviamo: cioccolato e cacao in polvere, anacardi, frutta secca a guscio, pomodori e altri ortaggi (asparagi, spinaci, broccoli, carote, cavolfiori, fagiolini a titolo di esempio), legumi, soia, frutta essiccata, cibi in scatola, alcuni cereali quali avena, mais, miglio e grano saraceno, frutti di mare e pesce.

Allergia al latte!

Un altro capitolo importante si apre quando si parla dellallergia al latte. Innanzitutto occorre fare una distinzione: allergia al latte o intolleranza?

Le persone che soffrono di allergia al latte sviluppano anticorpi contro alcune sue proteine; per questo motivo, dopo la prima esposizione, l’ingestione di piccolissime quantità di questo alimento o dei suoi derivati è sufficiente per scatenare una reazione allergica potenzialmente grave. L’intolleranza al lattosio, invece, è un disturbo dovuto alla carenza di un enzima, la lattasi, necessario per digerire lo zucchero tipico del latte e dei latticini .

In caso di allergia al latte opportunamente diagnosticata, quindi, sarà necessario eliminare tutti i cibi contenenti anche una minima traccia di latte dalla propria dieta.

Lattice e alimentazione

Cosa mangiare in presenza di allergia al lattice? Potrebbe suonare strano parlare di alimentazione legata all’allergia al lattice, che è un materiale che indossiamo e non mangiamo, eppure non è così: abbiamo imparato, infatti, che esistono le allergie crociate, motivo per cui, chi è allergico a questa sostanza dovrà prestare particolare attenzione all’assunzione di determinati alimenti, tra i quali troviamo: avocado, castagna, banana, patata, pomodoro, kiwi, peperone, ananas, finocchio.

Ce ne sono anche molti altri, per cui è bene confrontarsi con il proprio allergologo.

  Riguardo la diagnosi, i test di laboratorio sono spesso insufficienti, quindi ci si basa essenzialmente sull'anamnesi e sulla clinica ma anch'essa non può essere sempre certa.

I test allergologici danno spesso informazioni non affidabili non essendo gli allergeni a disposizione purificati (tranne che per alcuni alimenti come ad es. il merluzzo).
La diagnosi più attendibile si ottiene tramite la dieta di eliminazione e consiste in:

  1. individuazione dell'alimento sospetto (o di un numero ristretto di alimenti sospetti);
  2. eliminazione dalla dieta per 2-3 settimane;
  3. reintroduzione nella dieta per altre 2-3 settimane.

Se i sintomi scompaiono durante il periodo in cui viene abolito l'alimento dalla dieta e si ripresentano una volta reintrodotto, è molto probabile che  si tratti di una reazione avversa al cibo.

In tal caso occorre eseguire una diagnosi differenziale allergia/intolleranza, verificando, tramite opportuni test, il coinvolgimento o meno del sistema immunitario.

Pseudo-allergie o intolleranze alimentari

Secondo alcuni autori solo meno del 20% sono vere allergie alimentari, le altre sono intolleranze alimentari .

In genere sono dovute ai farmaci e additivi alimentari (tartrazina ossia il colorante giallo di molte bevande; benzoato di sodio in bibite e dolci, bisolfito in vino e birra, salicilato vietato dalla legge ma spesso presente in frutta e verdura, acido 4-idrossibenzoico proveniente dalla lavorazione di pasta e pane, vanillina in dolci ecc.).

Anche alcuni alimenti possono provocare tali sindromi se ricchi di istamina (alcuni tipi di pesce e carne, bevande fermentate e formaggi fermentati) o sostanze in grado di liberarla per meccanismo non immunologico (crostacei, fagioli, cioccolata, pomodori, albume d'uovo ecc.

La sintomatologia da intolleranza alimentare è varia : i sintomi più evidenti sono gonfiore e dolori addominali, nausea, flatulenza, diarrea, bruciore alla gola ma anche stanchezza, mal di testa, maggior tendenza a contrarre infiammazioni, raffreddori, influenza ecc.
La forma più comune di intolleranza al grano è la celiachia mentre parlare di intolleranza al lattosio è, come abbiamo visto in precedenza, un errore in quanto si tratta di una fisiologica interruzione di produzione dell'enzima lattasi, post-svezzamento, che accade nella maggioranza parte della popolazione.

A tal proposito può risultare utile segnalare alcuni formaggi poveri di lattosio: parmigiano, emmental, cheddar, edam.

E' infine importante leggere le etichette degli alimenti in quanto il lattosio viene utilizzato come edulcorante (dolcificante) ed eccipiente in molti cibi (insaccati, prosciutto cotto, carne conservata, wurstel, piatti pronti, snacks, patatine ecc.) e farmaci.
I "test alternativi" di diagnosi delle intolleranze alimentari, sono privi di attendibilità scientifica e non hanno ancora dimostrato efficacia clinica.

I carboidrati a base di farina di grano sono fra gli allergeni più papabili, anche per l'estrema prevalenza che hanno nella dieta occidentale. L'allergia intestinale al glutine è diversa dall'intolleranza in quanto non è evidente come quest'ultima.

Al posto dei prodotti a base di grano si potrà inserire il farro, un tipo di grano antico non manipolato geneticamente e benefico per il sistema immunitario, oppure altri cereali, come il riso, la quinoa, il grano saraceno, l'amaranto, il miglio e il mais, che sono tutti privi di glutine.

Per evitare le reazioni allergiche alimentari si suggerisce di:

-   Ruotare incessantemente gli alimenti;
-   Evitare di mangiare un alimento tutti i giorni.

-   Evitare ,se possibile, il cibo industriale povero da un punto di vista nutritivo e colmo di additivi chimici, che sono dei frequenti possibili allergeni;

-    Fare attenzione ad eventuali malesseri non giustificati e il possibile collegamento con ciò che si mangia.

DIETA PER ALLERGIA AI POLLINI

Il contatto con alcuni alimenti vegetali in pazienti allergici ai pollini, può determinare una sindrome orale allergica con fenomeni irritativi a labbra e cavo orale: si tratta di una reazione crociata o cross reazione .

Il fenomeno delle reazioni crociate si verifica perché in molti alimenti sono presenti molecole simili a quelle presenti nei pollini, che vengono riconosciute dal sistema immunitario anche per ingestione innescando così la reazione.

La sindrome orale allergica si manifesta pochi minuti dopo il contatto con alcuni alimenti vegetali, il sintomo più comune è rappresentato dal prurito al palato, ma può comparire anche gonfiore delle labbra fino ad edema della glottide.

È utile, per chi è allergico ed ha manifestato fenomeni di cross reattività, conoscere le relazioni tra piante e alimenti vegetali.

La raccomandazione principale rimane quella di evitare di consumare gli alimenti responsabili di sindrome orale allergica, durante il periodo di pollinazione. 

L'allergia ai pollini ha andamento tipicamente stagionale.

Si manifesta solo in un determinato periodo dell'anno, quello cioè corrispondente alla fioritura della pianta a cui il polline appartiene.

Il caso più frequente è quello dell'allergia alle graminacee (erbe la cui fioritura avviene nel periodo da fine aprile a fine settembre) ma negli ultimi tempi si è assistito ad un progressivo aumento delle allergie ai pollini di altre specie vegetali

I consigli valgono soprattutto per il periodo a rischio, che varia a seconda del tipo di polline cui si è allergici e devono essere abbinati ad un’alimentazione corretta ed equilibrata come consigliata nella popolazione generale.

ALIMENTI NON CONSENTITI

E’ opportuno che sia il medico ad indicare caso per caso quale dieta seguire, allo scopo di limitare il rischio di squilibri nutrizionali.

Betullacee

  • Mela, pera, banana, nespola, pesca, ciliegia, albicocca, prugna, kiwi, lampone, fragola, litchi
  • Carota, sedano, finocchio
  • Prezzemolo
  • Nocciola, noce, arachide, mandorla
  • Pepe verde

Composite

  • Cicoria, prezzemolo
  • Sedano, carota, finocchio, lattuga, zucca
  • Tarassaco, dragoncello
  • Camomilla
  • Banana, anguria, mela, melone
  • Castagne
  • Arachide, noce, nocciola, pistacchio
  • Olio di girasole
  • Margarine
  • Miele (di girasole e di tarassaco)

Parietaria

  • Pisello, fagiolo
  • Arachide, pistacchio
  • Soia
  • Gelso
  • Melone, kiwi, ciliegia
  • Patata
  • Basilico, ortica

Graminacee

  • Sedano
  • Orzo, avena, mais, riso, segale, frumento
  • Kiwi, anguria, pesca, prugna, agrumi, melone, albicocca, ciliegia
  • Pomodoro, bietole
  • Mandorla, arachide

Assenzio e Ambrosia

  • Sedano, carote
  • Melone, anguria, banana

Una volta che il medico avrà escluso ciò che interagisce con l’allergia, e stabilito quali alimenti, nel caso, non sono cross reagenti è opportuno ricordare che per ottenere una corretta ed equilibrata alimentazione che fornisca all’organismo tutti i nutrienti di cui necessita, occorre assumere la giusta quantità dell’alimento e rispettare le frequenze con le quali alcuni cibi debbono essere consumati, giornalmente o settimanalmente, all’interno di uno schema alimentare personalizzato.

Raccomandazioni dietetiche generali (VALE PER TUTTI)

  • Corretta alimentazione nella popolazione generale, in merito alla riduzione di grassi soprattutto di origine animale, di bevande ed alimenti ricchi di zuccheri , assunzione di adeguate porzioni di frutta e verdura
  • Evitare gli alimenti implicati nella reazione crociata soprattutto per il periodo a rischio, che varia a seconda del polline a cui si è allergici.

Combinazioni alimentari

La digestione dei tre princìpi nutritivi che apportano energia avviene in fase differenti e sequenziali: carboidrati in bocca, stomaco e intestino tenue, proteine in stomaco e intestino tenue, lipidi in intestino tenue.
Gli enzimi dell'apparato digerente funzionano correttamente in determinati range di condizioni, oltre i quali si innescano disturbi nella digestione.

Ogni enzima è specifico nella sua azione, anche all'interno della stessa categoria di alimento.
Combinando oculatamente i cibi si ottiene un miglioramento di digestione e assorbimento.
A tal fine è bene evitare di combinare più alimenti proteici assieme (specialmente carne, uova, formaggio), evitare zuccheri a fine pasto (ad es. frutta e dolci) ed evitare bevande acide al pasto.
Una cattiva digestione comporta una minore assimilazione e un maggior spreco di energia, fermentazioni e putrefazioni con produzione di gas e sostanza tossiche .

Queste ultime una volta assorbite provocano abbassamento delle difese immunitarie, acidità umorale, aumento della temperatura interna intestino, alterazione della microflora intestinale; si crea un ambiente favorevole allo sviluppo della microflora patogena e subpatogena in grado di provocare patologie quali bronchite, faringite, cistite, otite ecc.

Difendersi

Buona qualità delle materie prime, frutta, verdure e ortaggi maturi e di stagione, massima pulizia e igiene ambiente e personale, evitare marmo e legno (nei loro fori si annidano i batteri) e utilizzare acciaio e formica, mani non screpolate o ferite (ricettacoli di staffilococchi), cibi cotti rimessi in frigo immediatamente (la proliferazione batterica riparte non appena la temperatura del cibo è inferiore ai 60°), evitare carne cruda (responsabile del 70% infezioni alimentari).

La cottura i alcuni casi aiuta: qualche minuto a 85°C sono sufficienti per disattivare il principio attivo di antibiotici.

Infine, seguire una corretta educazione alimentare (che preveda eventualmente l'eliminazione di cibi di cui sia stata provata l'intolleranza (allergia) e abitudini di vita quanto più sane possibili (evitando stress continuativi, facendo attività fisica moderata, dormendo un numero sufficiente di ore ecc.).

 

 Consigli comportamentali

  • Se mangiando si avverte un prurito in bocca o in gola, è bene interrompere l’assunzione e non inghiottire il vegetale in causa
  • Seguite le indicazioni del medico circa l'uso dei farmaci per prevenire e curare le manifestazioni allergiche.
  • E' necessario imparare a conoscere le piante e le erbe che liberano i pollini a cui si è sensibilizzati, e i relativi periodi di fioritura. L'andamento della concentrazione pollinica nell'aria varia considerevolmente a seconda del periodo dell'anno, del tipo di polline e della zona in cui si vive.
  • Per questo esistono i calendari dei pollini , di solito realizzati da enti locali (ASL, Ospedali, ecc.), che forniscono anche dati aggiornati in tempo reale sulla concentrazione dei pollini nella vostra zona e "previsioni" a breve termine .
  • Nei periodi a rischio, attuare provvedimenti preventivi comportamentali (uso di mascherine, occhiali scuri, ecc) e farmacologici che permettano, ad adulti e a bambini, di vivere all'aria aperta senza incorrere nei fastidiosi disturbi a occhi, naso e bronchi.
  • Nei periodi dell’anno maggiormente esposti ai pollini i bambini allergici hanno comunque diritto di frequentare regolarmente tutte le attività ricreative, gioco e sport, adeguate alla loro età, sotto il controllo di personale addestrato nello specifico.
  • Nei periodi a rischio viaggiate in auto preferibilmente con i finestrini chiusi. Dotate l'automobile di un sistema di filtri per pollini, e ricordatevi di cambiarli regolarmente.
  • Evitate di posteggiare l'auto sotto gli alberi e in prossimità di giardini e prati
  • Non piantate nel vostro giardino alberi con pollini trasportati dal vento (come cipresso, betulla, nocciolo, carpino, ontano, olivo, faggio); preferite invece piante con impollinazione mediata da insetti (tiglio, ippocastano, robinia). Estirpate eventuali erbe infestanti.
  • Fate la doccia e lavate i capelli ogni sera (poiché i granuli di polline possono rimanere tra i capelli e depositarsi sul cuscino, da dove vengono inalati durante il sonno).
  • Regolare cura anche all’ igiene dei vostri animali domestici perché possono diventare a loro volta trasportatori di pollini tramite il pelo.